/

Strage di giornalisti a Gaza: il dovere di farsi sentire

La Figec Cisal risponde all’appello di Piero Sansonetti direttore del quotidiano l’Unità

2 mins read
Lorenzo Del Boca, Carlo Parisi e Piero Sansonetti

ROMA – «L’indignazione di Piero Sansonetti è condivisibile anche nella ricerca di forme estreme di protesta. L’atrocità di una guerra che va moltiplicando sofferenze e devastazioni investe la coscienza collettiva. La quotidiana sequenza di vittime innocenti obbliga a reagire facendosi “sentire”. Noi dovremmo farlo “in silenzio”?».

La prima pagina de l’Unità di oggi

Il presidente e il segretario generale della Figec Cisal, Lorenzo Del Boca e Carlo Parisi, rispondono così all’appello lanciato dal direttore del quotidiano l’Unità, Piero Sansonetti, che in una lettera aperta ai due sindacati dei giornalisti, Figec e Fnsi, pubblicata oggi sul giornale fondato da Antonio Gramsci, ha scritto: «Cari amici e colleghi, possibile che non siamo in grado di fare neanche un giorno di sciopero per cercare di scuotere l’opinione pubblica, il nostro governo, e le istituzioni europee? Noi giornalisti abbiamo una discreta forza politica. Se facciamo prevalere lo spirito umanitario sulle divisioni politiche o sindacali, se promuoviamo una mobilitazione contro il massacro a Gaza, forse poi potremo provare a giustificarci coi nostri figli. Potremo dire loro: noi ci siamo mossi. Altrimenti saremo ricoperti dalla vergogna».
Nella risposta a Sansonetti, Del Boca e Parisi hanno ricordato che «per attirare l’attenzione e consolidare un’opinione pubblica i giornalisti dispongono di penne, microfoni e telecamere. Mettersi le mani in tasca e cucirsi la bocca (anche se per ragioni altamente apprezzabili) significa rinunciare alla vera forza persuasiva che il mondo dell’informazione possiede. Auto-imporsi un bavaglio non è una scelta così produttiva».
«Il mondo dell’informazione – sottolineano il presidente e il segretario generale della Figec Cisal – deve fare il mestiere suo: raccontare, spiegare, descrivere, costruire collegamenti, sottolineare dettagli, proporre riflessioni. Per la verità, i giornalisti questo impegno lo stanno onorando perché – per l’appunto – guardano, presenziano, testimoniano e rischiano in prima persona come i recenti episodi di cronaca tragicamente confermano. L’invito a fermarsi e a scioperare – concludono Lorenzo Del Boca e Carlo Parisi – va rivolto alle bocche di fuoco dei carri armati ma facendosi sentire. Cosa che risulta difficile stando in silenzio».

Mohammed Salama, Hussam al-Masri, Moaz Abu Taha e Mariam Abu Daqa

Nella lunga lettera aperta pubblicata oggi su l’Unità, il direttore Piero Sansonetti, scrive tra l’altro: «L’esercito israeliano ieri ha attaccato l’ospedale Nasser, a sud di Gaza. Ha ucciso venti persone. Tra questi cinque giornalisti e un funzionario della protezione civile. È stata un’azione terroristica in piena regola. In questi quasi due anni ci sono state decine e decine di azioni terroriste dell’esercito israeliano.

Ahmed Abu Aziz

Se scriviamo che oggi l’esercito israeliano è la più potente organizzazione terroristica in attività nel mondo non scriviamo una frase polemica. Ci limitiamo a prendere atto di una verità che è di fronte agli occhi di tutti. E che ci sconvolge. Qual è la reazione del mondo civile? Dell’Occidente? Della categoria dei giornalisti?».
«Non so da quanto tempo – aggiunge Sansonetti – la nostra categoria non pagava un prezzo così alto all’azione dei terroristi. Il direttore di Reporter senza frontiere, Thibout Bruttin ha detto di essere convinto che la carneficina di giornalisti realizzata ieri dall’Idf era mirata, con lo scopo di impedire che dalla Palestina giungono voci libere di informazione. Il problema è esattamente questo. L’attacco ai giornalisti non è solo una ferita mortale per la nostra categoria. Ferisce al cuore la libertà di informazione. Ci impedisce di conoscere le storie atroci delle persone bersagliate dalla ferocia degli assalti dell’esercito israeliano, e dal blocco degli aiuti, e dalla carestia organizzata da Tel Aviv». (giornalistitalia.it)

LEGGI ANCHE:
Raid sull’ospedale di Gaza: morto il 5° giornalista
Raid contro l’ospedale di Gaza: uccisi 4 giornalisti

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Previous Story

Figec Cisal: Il Tempo e Libero fanno giornalismo

Next Story

Rai: pieno riconoscimento a Unirai – Figec – Cisal

Latest from Blog

withemes on instagram

Questo errore è visibile solamente agli amministratori WordPress

Errore: Nessun feed trovato.

Vai alla pagina delle impostazioni del feed di Instagram per creare un feed.