ROMA – La storica sentenza con la quale, nell’ottobre scorso, la Corte costituzionale ha esaltato il pluralismo sindacale ammettendo, tra l’altro, con decreto del presidente Giovanni Amoroso, l’opinione “amicus curieae” del sindacato Figec-Cisal, viene recepita dalla Rai riconoscendo piena agibilità al dipartimento Unirai-Figec-Cisal.

Stamane, infatti, nella sede di via Alessandro Severo 246, la Rai ha sottoscritto un nuovo protocollo di relazioni industriali e sindacali che aggiorna ed estende i diritti contenuti nell’accordo che, il 19 aprile 2024, ha sancito la fine del monopolio sindacale anche in Rai con l’istituzione del dipartimento Unirai (costituito come associazione il 16 dicembre 2023) da parte della Figec-Cisal che, il 28 luglio 2022, dopo 114 anni di monopolio, ha dato vita al nuovo sindacato dei giornalisti e degli operatori dell’informazione e della comunicazione.
A sottoscrivere il protocollo sono stati il segretario e il tesoriere di Unirai-Figec-Cisal, Francesco Palese e Sara Verta, e il segretario generale della Figec-Cisal, Carlo Parisi, secondo i quali «il riconoscimento è il risultato di un percorso sindacale sviluppato in soli due anni, fondato sulla rappresentatività effettiva e sull’azione negoziale».

In questo periodo, infatti, Unirai-Figec-Cisal ha sottoscritto accordi aziendali di rilievo, contribuendo al confronto su temi centrali come il superamento del precariato a partire dalla selezione in corso per l’assunzione di 127 giornalisti».
«Il passaggio di oggi – afferma il segretario di Unirai-Figec-Cisal, Francesco Palese – è il risultato di due anni di lavoro serio, coerente e concreto. Una conquista costruita attraverso la presenza costante nelle redazioni e la firma di accordi importanti, a partire da quelli sui precari.
Ringrazio l’amministratore delegato Giampaolo Rossi perché, fin dalla nascita di Unirai, ha voluto dare in Rai piena attuazione al principio del pluralismo sindacale poi sancito dalla Corte costituzionale».

Piena soddisfazione per la sottoscrizione del protocollo viene espressa dal segretario generale del sindacato Figec-Cisal, Carlo Parisi, il quale sottolinea «il valore del pluralismo sindacale che, in un Paese civile e democratico, dovrebbe rappresentare la normalità.
Siamo nati – ricorda Parisi – perché crediamo in un sindacato nel quale la diversità rappresenti un’occasione di riflessione e di crescita, non un problema da eliminare annientando chi non si adegua al pensiero unico.
Un sindacato fatto di persone che non vogliono promettere, ma fare e soprattutto ascoltare le istanze di quanti credono ancora nel valore dell’informazione professionale di qualità. Insomma, non un circolo esclusivo impegnato a difendere i privilegi di pochi, ma un sindacato vero impegnato ad ascoltare e dare accoglienza e speranza a quanti credono nel valore e nel merito».
«In Rai – conclude Carlo Parisi – grazie all’entusiasmo e all’azione del nostro dipartimento Unirai, abbiamo trovato colleghi fortemente motivati dal nostro modo di fare sindacato, distante anni luce dalle logiche di chi al dialogo oppone il gratuito attacco che spesso sfocia nella diffamazione. Un’azione seria e concreta, quella portata avanti da Unirai-Figec-Cisal, che, nel rispetto dei ruoli, ha trovato nell’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, e nei dirigenti delle relazioni industriali e sindacali, degli interlocutori datoriali seri e disponibili al confronto nell’esclusivo interesse dei lavoratori e del Servizio Pubblico». (giornalistitalia.it)
