TRIESTE – «Il deliberato stravolgimento della realtà con l’utilizzo di strumenti informatici ci pone di fronte a un tipico episodio di disinformazione, che interviene nel pieno di una campagna elettorale. Il tema della disinformazione di massa si pone sempre più urgentemente, in primo luogo a chi dell’informazione corretta dovrebbe essere custode per professione».
Lo afferma il sindacato dei giornalisti Figec-Cisal in riferimento al caso della deputata Debora Serracchiani, responsabile Giustizia del Pd, che ha denunciato: «Porterò all’attenzione della Procura un video falso, chiaramente creato con l’Intelligenza artificiale, che mi ritrae mentre invito a votare Sì al referendum: esattamente il contrario della posizione che sto sostenendo da mesi in tutta Italia».
«L’utilizzo indiscriminato dell’intelligenza artificiale – affermano il segretario generale della Figec-Cisal, Carlo Parisi, e il coordinatore per il Friuli Venezia Giulia e delegato sull’intelligenza artificiale, Andrea Bulgarelli – continua a fare vittime e il nostro sindacato ha più volte denunciato episodi di questo genere promuovendo, anche a seguito dell’adozione della Carta di Trieste sull’Intelligenza artificiale, la necessità di prevedere un sistema regolatorio per sviluppatori e progettisti, proprietari e gestori dell’IA, fornitori di dati e utenti finali che utilizzano in modo improprio l’IA».
Per la Figec-Cisal, «le piattaforme social e i siti web che denigrano le donne e gli uomini e che generano disinformazione vanno giustamente sanzionati. Serve una regolamentazione che ricomprenda il settore dei social media, la comunicazione e l’informazione a tutela dei cittadini di questo Paese. Una riforma condivisa e rispettosa della promozione della dignità della persona, etica e che valorizzi la libertà individuale e di pensiero». (giornalistitalia.it)
