C'è da sapere

Il giornalista Luca Esposito ucciso e bruciato

EBOLI (Salerno) – Il giornalista Luca Esposito, 53 anni, è stato ucciso a colpi di pistola e il suo corpo è stato dato alle fiamme nel tentativo di impedirne l’identificazione e cancellare ogni traccia del barbaro omicidio.

Luca Esposito

Il cadavere, carbonizzato, è stato rinvenuto stamane, domenica 19 luglio, dai vigili del fuoco impegnati a spegnere un incendio ad Eboli in un terreno agricolo ai margini della Strada Statale 7 bis, all’altezza di via Contrada Bivio Cioffi. Scoperto il cadavere, i vigili dei fuoco hanno immediatamente chiesto l’intervento dei Carabinieri del Nord della Compagnia di Eboli, che svolgono le indagini coordinate dal procuratore Raffaele Cantone. L’identificazione è stata possibile dopo il rinvenimento dell’autovettura del giornalista nei pressi del luogo in cui è stato rinvenuto il cadavere.
Luigi Esposito, da sempre conosciuto come Luca, era nato a Nocera Inferiore il 4 luglio 1973 ed era giornalista pubblicista iscritto all’Ordine della Campania dal 3 maggio 2012. Laureato in Biologia e in Lettere, era dipendente dell’Arpac di Avellino, l’agenzia regionale per l’ambiente.

Luca Esposito

A livello giornalistico si occupava prevalentemente  di sport. Era direttore del sito Tuttosalernitana.com dedicato alla Salernitana Calcio, collaborava con il quotidiano La Città di Salerno e faceva l’opinionista per l’emittente OttoChannel e l’editorialista per TuttoC.com, sito di informazione della serie C del network Tmw.
L’Ordine dei giornalisti della Campania, presieduto da Ottavio Lucarelli, chiede alle forze dell’ordine e alla magistratura che «si faccia chiarezza sulla morte di Luigi Esposito, fatto di una gravità inaudita».
«Massima chiarezza sul barbaro omicidio del giornalista Luigi Esposito» viene chiesta, infine, dal sindacato dei giornalisti Figec».
La Federazione Italiana Giornalismo Editoria Comunicazione, componente dell’organismo permanente del “Centro di coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti”, presieduto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sottolinea, infatti, che «un assassinio gravissimo, come quello del giornalista campano, impone il massimo sforzo per accertarne al più presto il movente e assicurare alla giustizia i responsabili». (giornalistitalia.it)

redazione

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