Da sinistra: Sandro Borruto, Pasquale Conti, Carlo Parisi, Federica Morabito e alcuni esponenti dell’Accademia Italiana della Cucina “Costa Viola”
MELIA DI SCILLA (Reggio Calabria) – Accademia Italiana della Cucina e sindacato dei giornalisti Figec insieme per lo studio, la tutela e la diffusione del patrimonio gastronomico italiano, non solo come ambito di ricerca e valorizzazione delle tradizioni, ma anche come significativa occasione culturale di incontro. La cucina è, infatti, una delle espressioni più profonde della cultura di un Paese: è il frutto della storia e della vita dei suoi abitanti, diversa da regione a regione, da città a città, da villaggio a villaggio.
Fondata il 29 luglio 1953, a Milano, da Orio Vergani, con un gruppo di qualificati esponenti della cultura, dell’industria e del giornalismo, l’Accademia Italiana della Cucina, dal 2003 Istituzione Culturale della Repubblica Italiana, ha lo scopo di tutelare le tradizioni della cucina italiana, di cui promuove e favorisce il miglioramento in Italia e all’estero. Attraverso il suo Centro Studi, le sue Delegazioni e Legazioni in Italia e nel mondo, l’Accademia opera affinché siano promosse iniziative idonee a diffondere una migliore conoscenza dei valori tradizionali della cucina italiana, che costituiscono la base per ogni concreta innovazione.
A promuovere l’iniziativa in Calabria, ospitata dalla Trattoria “A’ Luara” di Melia di Scilla, è stata la Delegazione dell’Area dello Stretto “Costa Viola”, guidata da Sandro Borruto, nell’ambito dell’incontro conviviale e culturale dedicato alle frittole di maiale quali espressione identitaria della tradizione gastronomica reggina.
Evento che ha registrato una partecipazione particolarmente significativa di accademici, esperti e qualificati ospiti, a conferma dell’interesse verso i temi della memoria e dell’identità alimentare del territorio.
La giornata, organizzata sotto la guida del simposiarca, Giuseppe Muritano, ha visto anche la presentazione degli aspiranti accademici, momento di rilievo istituzionale che ha evidenziato il valore della continuità e della trasmissione del sapere all’interno dell’Accademia Italiana della Cucina la cui ammissione è preclusa a quanti abbiano interessi nella ristorazione e nelle scuole di cucina.
«Le frittole di maiale – ha dichiarato Sandro Borruto, delegato dell’Area dello Stretto “Costa Viola” – rappresentano una delle espressioni più autentiche della nostra cultura gastronomica: un patrimonio di conoscenze e valori che racconta sobrietà, rispetto e identità».
Borruto ha, inoltre, sottolineato come iniziative di questo tipo assumano oggi un significato ancora più rilevante alla luce del recente riconoscimento della cucina come patrimonio culturale dell’Unesco, evidenziando il ruolo della gastronomia quale espressione identitaria, culturale e sociale dei territori.
Per la Federazione Italiana Giornalismo Editoria Comunicazione erano presenti il segretario generale della Figec-Cisal Carlo Parisi e il fiduciario di Reggio Calabria Federica Morabito. Parisi ha richiamato il valore del lavoro giornalistico nel racconto del cibo e delle tradizioni locali: «Il lavoro quotidiano dei giornalisti impegnati nel racconto della gastronomia e del Made in Italy – ha evidenziato – rappresenta oggi un ambito sempre più centrale nel panorama dell’informazione, capace di coniugare cronaca, cultura, economia e tradizioni locali».
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