Screenshot
ROMA – «Il Contratto collettivo nazionale di lavoro giornalistico Figec-Cisal–Uspi, regolarmente depositato al Cnel, è valido a tutti gli effetti nonostante continuino a circolare note artatamente diffuse da soggetti che si autoproclamano custodi del “sacro fuoco” del pensiero unico ma che, alla fine, risultano inutilmente presuntuosi». Lo afferma la Giunta esecutiva del sindacato dei giornalisti Figec in un documento approvato ieri sera all’unanimità.
La Giunta esecutiva della Figec osserva, però, che «Se fosse vera la tesi che i contratti non firmati dalla Fnsi “sono esclusivamente il tentativo di ridurre il costo del lavoro e sottrarre contributi previdenziali all’Inps e quindi al futuro dei colleghi”, l’ex sindacato unico dei giornalisti dovrebbe spiegare perché di contratti ne tiene in piedi tre, dei quali – stando alla sua tesi – due consolidano “il tentativo di ridurre il costo del lavoro e sottrarre contributi all’Inps e al futuro dei colleghi”. L’ultimo di essi – va ricordato – ricalca l’Uspi-Figec che l’ha sottoscritto precedentemente».
«Il minore introito di contributi e una gigantesca uscita per finanziare prepensionamenti e casse integrazioni – osserva la Figec – hanno provocato il collasso della gestione principale dell’Inpgi che, per fortuna (dall’1 luglio 2022), è stata assorbita dall’Inps salvando le pensioni e il futuro di quanti in pensione non ci sono ancora andati.
«Appare, dunque, ridicola – osserva la Figec – la pretesa di accusare il contratto Figec-Uspi (scaduto appena il 31 dicembre scorso) di costare il 30 per cento in meno del contratto Fieg-Fnsi, tra l’altro senza tenere conto del fatto che nelle aziende più grandi i livelli retributivi sono superiori in virtù della contrattazione di secondo livello.
Certo, tutti – a cominciare da noi – auspicano il miglior contratto possibile, ma la sostenibilità non è un optional e compito di un sindacato serio è quello di non lasciare indietro nessuno, piuttosto che favorire soltanto qualcuno».
«Insistere su argomenti pretestuosi – sottolinea la Figec – significa ignorare i perimetri reali di applicazione delle normative per nascondere la circostanza (non banale) che l’ex sindacato unico dei giornalisti di contratti depotenziati ne ha firmati addirittura tre con riferimenti economici depotenziati. Due sono attualmente in vigore e sono state concesse ben 16 deroghe (sedici) all’applicazione di un contratto assai più basso, sia a livello di tutele normative che di retribuzione economica, rispetto a quello contestato alla Figec».
«Le 16 deroghe concesse dalla Fnsi per l’applicazione dell’allora contratto Fnsi-Uspi (più povero del Figec-Uspi) – evidenzia la Figec – portano una firma distintiva. Non solo. Stando al Report della Fondazione sul Giornalismo Italiano “Paolo Murialdi” su “Lo stato del giornalismo Italiano”, realizzato – è scritto nel testo – “con la collaborazione” di Fnsi, Cnog, Inpgi, Casagit e Inps, la “retribuzione media nell’anno” dei contratti Uspi (24.729 euro) risulta addirittura superiore a quella degli Fnsi-Aeranti Corallo (23.562 euro) che – è cosa nota – non sono certo applicati “solo ad un ristretto numero di piccolissime aziende locali”».
«Nessuna delle aziende che applicano il Figec-Uspi – sottolinea la Giunta esecutiva della Federazione Italiana Giornalismo Editoria Comunicazione – sta utilizzando un qualche tipo di ammortizzatore sociale, né gode dei contributi stanziati dal Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri. È giusto il caso di sottolineare che, nell’uno e nell’altro caso, sarebbero soldi pubblici».
«Per chi continua a far finta di non saperlo, – ricorda ancora la Giunta esecutiva Figec – il Tar del Lazio, con sentenza del 13 novembre 2024 passata in giudicato, ha equiparato a tutti gli effetti la Figec alla Fnsi nello Statuto Inpgi. La Fnsi, quindi, non ha più l’esclusiva nell’Istituto di Previdenza dei Giornalisti Italiani.
Nella motivazione della sentenza n. 156, l’Alta Corte ha ricordato che il 24 dicembre 2024 era stata depositata l’opinione “Amicus Curiae” della Figec che, come sindacato dei giornalisti e comunicatori di nuova istituzione, aveva chiesto di valutare l’art. 19 dello Statuto dei lavoratori. Opinione ammessa con decreto del Presidente della Consulta, Giovanni Amoroso, il 29 luglio 2025 evidenziando che «La Figec federata alla Cisal (confederazione comparativamente rappresentativa a livello nazionale) e il suo dipartimento Unirai confermano il loro impegno a tutelare i diritti di tutti i lavoratori Rai, nel rispetto del pluralismo e della libertà sindacale sanciti dalla Costituzione».
«Quello di assicurare il miglior trattamento possibile – conclude la Giunta esecutiva della Figec – è – precisamente! – il compito di un sindacato. Noi siamo orgogliosi di esserlo». (figec.it)
BELVEDERE MARITTIMO (Cosenza) – La Summer Peace University (SPU), programma internazionale di alta formazione promosso…
LAMEZIA TERME (Catanzaro) – Una lettera firmata, inviata da una persona che si qualifica come…
COTRONEI (Crotone) – Ingiusto attacco al giornalista professionista Emiliano Morrone che ha, recentemente, vinto una…
ROMA – Tre giornalisti della Rai nel mirino dell’Usb Rai, il sindacato che si definisce…
EBOLI (Salerno) – Il giornalista Luca Esposito, 53 anni, è stato ucciso a colpi di…
ROMA – È morto Salvo Buzzanca, firma storica del giornalismo italiano e stimato professionista della…