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25 aprile: Roma ricorda i giornalisti uccisi

A 79 anni dalla fucilazione da parte dei nazifascisti cerimonia con Asr, Figec e Odg Lazio

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Forte Bravetta e i giornalisti Eugenio Colorni, Riziero Fantini, Carlo Merli ed Enzio Malatesta fucilati dai nazifascisti

ROMA – Domani, martedì 25 aprile, alle ore 9.30 a Roma, fiori sotto la nuova targa che ricorda i giornalisti Caduti nella Capitale partecipando alla resistenza contro il nazifascismo. La meritoria proposta di posare una lapide, “In memoria dei partigiani giornalisti uccisi a Roma per liberare l’Italia dal nazifascismo”, si deve a Carlo Picozza, consigliere regionale dell’Ordine dei giornalisti e coautore con Gianni Rivolta del libro “La Resistenza dimenticata”.

La targa dell’Odg Lazio in memoria dei partigiani giornalisti uccisi a Forte Bravetta

Sulla targa vengono ricordati quattro partigiani giornalisti, tutti difensori della libertà e della democrazia e testimoni del loro tempo: l’abruzzese Riziero Fantini fucilato a Forte Bravetta il 30 dicembre 1943, che aveva scritto per “Umanità nova”, “La Frusta”, “Cronache sovversive” e molte altre testate, in America e in Italia; Enzio Malatesta, toscano di nascita, ma milanese d’adozione, decorato con la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria e il milanese Carlo Merli che furono fucilati sempre a Forte Bravetta il 2 febbraio 1944 a Roma dopo essere stati condannati alla pena capitale da un tribunale germanico (entrambi avevano scritto per il foglio clandestino “Bandiera Rossa”); ed il milanese di origine ebrea Eugenio Colorni, classe 1909, patriota, partigiano combattente, eroe della Resistenza e uno dei massimi promotori del federalismo europeo (fu tra gli autori di quello che verrà conosciuto come il “Manifesto di Ventotene”) che, il 28 maggio 1944, rimase gravemente ferito in un agguato della “banda” Koch in via Livorno 20 a Roma e morì due giorni dopo all’ospedale San Giovanni.

La lapide dell’Odg del Lazio in ricordo dei giornalisti ebrei perseguitati dal fascismo ed allontanati dall’Albo professionale di Roma a seguito delle leggi razziali

Venne poi decorato con la Medaglia d’oro al valor militare alla memoria concessagli il 25 aprile 1946 con la seguente motivazione: «Indomito assertore della libertà, confinato durante la dominazione fascista, evadeva audacemente dedicandosi quindi a rischiose attività cospirative. Durante la lotta antinazista, organizzato il centro militare del Partito Socialista Italiano, dirigeva animosamente partecipandovi, primo fra i primi, una intensa, continua e micidiale azione di guerriglia e di sabotaggio. Scoperto e circondato da nazisti li affrontò da solo, combattendo con estremo ardimento, finché travolto dal numero, cadde nell’impari gloriosa lotta. Roma, 28 maggio 1944».
La lapide sarà svelata il 30 maggio, proprio in occasione del 79° anniversario della morte di Colorni, presenti le varie associazioni partigiane, l’Associazione Stampa Romana, la Figec Cisal e quanti combattono per un futuro migliore per le prospettive in crisi della categoria.
Affiancherà, così, la targa inaugurata il 13 dicembre scorso a ricordo dei nomi e delle storie dei giornalisti romani vittime della persecuzione causata dalle leggi razziali introdotte dal fascismo nel 1938, nonché della repressione e della violenza nazifascista, che aveva lo scopo di contribuire a restituire memoria ed onore alle giornaliste e ai giornalisti ai quali fu usurpata la dignità professionale, fu cancellata arbitrariamente l’iscrizione all’Ordine e venne impedita l’attività giornalistica.
Prossimamente, su proposta del consigliere Picozza, l’Ordine del Lazio dovrà ricordare degnamente anche i dodici giornalisti nati nel Lazio che sono Caduti combattendo eroicamente per la Patria nella Grande Guerra 1915-1918: Mario Alberti, Vittorio Cacciami, Livio Caetani di Sermoneta, Alberto Caroncini, Emilio Carosi, Mario Corvisieri, Settimio Di Vico, Riccardo Fiorilli, Renato Giovannetti, Gino Laganà, Augusto Soldani e Vito Viti. (figec.it)

Pierluigi Roesler Franz

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