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Il senatore Nicola Irto aderisce alla Figec Cisal

“Pluralismo è profondità, completezza, democrazia”. Carlo Parisi: “È uno di noi”

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Carlo Parisi, Nicola Irto, Lorenzo Del Boca e Pierluigi Roesler Franz

ROMA – Il senatore Nicola Irto, segretario regionale del Partito Democratico in Calabria, architetto e giornalista, ha aderito alla Figec, il sindacato unitario dei giornalisti e degli operatori dell’informazione, della comunicazione, dell’arte e della cultura, federato alla Cisal e fondato sul rispetto, la tutela e la difesa di tutti, senza pregiudiziali e pregiudizi, il pluralismo e la libertà di pensiero e di stampa.

Nicola Irto

– Senatore, perché ha aderito alla Figec?
«Perché me lo ha chiesto Carlo Parisi, persona che conosco da tanti anni e di cui ho grande stima».
– Crede davvero che il pluralismo sindacale possa essere utile anche al mondo dell’informazione e della comunicazione?
«Pluralismo significa profondità, completezza e democrazia. Tutte cose necessarie, soprattutto nell’era digitale, che ci pone davanti a nuovi strumenti, nuovi problemi, nuove sfide per la tenuta della professione, per la libertà e la dignità dei giornalisti».
– Lei è sempre stato vicino al mondo del giornalismo: ma c’è da fidarsi del nostro mondo?
«C’è da fidarsi della chiarezza e della trasparenza, quando è dentro una storia ed è palese nel tempo. Ogni mondo ha le sue criticità. Abbiamo due obblighi: il racconto della verità e il rapporto di fiducia con i lettori. Oggi il giornalismo risente della mancanza di norme capaci di tutelare i diritti davanti alle grandi trasformazioni tecnologiche e antropologiche che si susseguono. È un tema politico, che andrebbe affrontato molto in profondità, per una riforma del settore, aperta e puntuale, di cui si avverte sempre di più l’esigenza».

Nicola Irto alla XXIV Giornata mondiale della libertà di stampa organizzata da Carlo Parisi, nel 2017 a Reggio Calabria, nell’Auditorium “Nicola Calipari” del Consiglio regionale della Calabria di cui all’epoca era presidente (Foto Giornalisti Italia)

– In che modo lei crede che il mondo del giornalismo possa partecipare fattivamente al processo di crescita di una regione come la Calabria?
«Uscendo dagli stereotipi e dalla dimensione dello spettacolo. Questo significa percorrere e vivere i territori, consumare le suole delle scarpe, parlare con le persone per comprenderne i contesti, fare emergere le cause profonde dei problemi e anche le microstorie. C’è bisogno di tornare al metodo, e lo dico anche come urbanista, che per leggere la città deve sapersi immergere nello spazio urbano, fatto anzitutto di rapporti sociali».

Nicola Irto

– Cosa manca oggi al giornalismo? Il coraggio di osare? E se questo fosse il vero problema il rischio non sarebbe un ulteriore contributo alla denigrazione generale di terre come la Calabria?
«Ci sono a mio avviso tre punti. Il primo è la necessità di qualità che è preziosa per la conoscenza individuale, la cittadinanza, la consapevolezza e, per ricordare la lezione di Kant, la capacità di giudizio. Il secondo è l’esigenza di superare, con un’informazione puntuale, documentata e d’inchiesta, l’ammiccamento del potere, che possiede le chiavi delle casse pubbliche. Per questo occorre coraggio, autorevolezza e anche il sostegno dei lettori e degli spettatori. Il terzo è l’urgenza, direi, di rallentare i tempi del giornalismo, sul presupposto che la qualità è molto più importante della velocità e della quantità».
Anche Nicola Irto è, dunque, uno dei numerosi colleghi giornalisti che hanno creduto nei valori della Figec e nei suoi progetti futuri.

Carlo Parisi: “Ha sempre ritenuto sacri il pluralismo e il rispetto delle idee”

Carlo Parisi e Nicola Irto

Grande soddisfazione viene espressa dal segretario generale della Figec Cisal, Carlo Parisi, che l’ha incontrato a Palazzo Madama assieme al presidente Lorenzo Del Boca e al coordinatore del Lazio, Pierluigi Roesler Franz, dicendosi «lieto di annoverare nel nuovo sindacato dei giornalisti un uomo con il quale ho sempre condiviso valori fondamentali per la democrazia del nostro Paese come il rispetto della persona e delle idee (al di là di ogni logica di appartenenza), il pluralismo, la libertà di pensiero e di stampa, la tutela e la difesa di tutti i lavoratori e i cittadini, senza pregiudiziali e pregiudizi di sorta».
«Conosco Nicola Irto da tanti anni – sottolinea Carlo Parisi – e da sempre riconosco il suo impegno e il suo amore per la Calabria, il rispetto nei confronti di chi non la pensa come lui e la particolare attenzione che ha sempre avuto nei confronti dei giornalisti e di tutti gli operatori dell’informazione e della comunicazione. Doti rare in una società sempre più imbruttita e involgarita dal cattivo gusto e dai meri interessi di parte che, purtroppo sempre più spesso, calpestano la dignità, il valore e il merito».

Nicola Irto

Chi è Nicola Irto

Nato a Reggio Calabria il 5 gennaio 1982, giornalista pubblicista iscritto all’Ordine della Calabria dall’8 agosto del 2020, Nicola Irto è autorevolissimo protagonista del Pd in Calabria e a livello nazionale. Già presidente del Consiglio Regionale della Calabria, è segretario d’aula del Gruppo Pd-Idp al Senato, membro della 8ª Commissione permanente (Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica), membro della Commissione parlamentare per le questioni regionali, vicepresidente della Commissione di vigilanza sulla Cassa Depositi e Prestiti e membro della Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e illeciti ambientali e agroalimentari.
La sua è la classica storia dell’enfant prodige di un partito politico importante, un uomo politico che ha attraversato e vissuto la vita del Partito Democratico dall’inizio fino alla fine già da ragazzo, ancora studente universitario e ancor prima studente al liceo di Reggio Calabria.

Nicola Irto

Cresciuto a pane e politica

Cresciuto a pane e politica in una città, Reggio Calabria, dove la politica, sia di destra che di sinistra, ha avuto grandi protagonisti nazionali.
Inizia il suo impegno politico da rappresentante degli studenti del Liceo Scientifico “Alessandro Volta” di Reggio Calabria in seno alla “Consulta provinciale degli studenti” e, conseguita la maturità, si iscrive alla Facoltà di Architettura dell’Università Mediterranea dove viene confermato “primo eletto” al consiglio di Facoltà nel settembre 2002. Si intuisce già da allora che il ragazzo promette bene e che presto qualcuno avrebbe messo gli occhi su di lui.

Un architetto con tanta voglia di fare

Appena conseguita la laurea di primo livello, da studente della Specialistica, nel marzo 2004, viene eletto con circa 2300 preferenze unico rappresentante degli studenti nel Senato Accademico.
Conseguito il titolo di studio nel 2006 pare voglia fare della sua vita qualcosa di completamente diverso dall’impegno politico dedicandosi a tempo pieno e con grande successo e riscontri accademici all’attività di ricerca scientifica. Due anni dopo, nel 2008, diventa dottorando di ricerca in Pianificazione Territoriale.

Nicola Irto

Sono anni di grande impegno accademico per lui, soprattutto anni di studio e di confronti anche internazionali. Svolge nel corso del suo triennio del dottorato attività di ricerca anche all’estero, prima a Boston, poi a Barcellona e infine a Bilbao.

Stage all’estero e ricerca

Nel frattempo diventa componente del consiglio di amministrazione dell’Adi, l’Associazione Dottorandi e Dottori di ricerca italiani, e questo di fatto lo riporta nell’agone politico nazionale.
Nel giugno 2009 risulta il primo eletto nel consiglio della scuola di dottorato dell’Università Mediterranea e nell’aprile 2011 è dottore di ricerca con una tesi dal titolo: “La nuova Governance degli enti locali: temi e problemi di programmazione e valutazione”.
Sembra che il suo destino sia quello di professore universitario e non a caso, in tutti questi anni, i suoi lavori di ricerca e di analisi del territorio diventano saggi e pubblicazioni scientifiche. Ma la svolta è dietro l’angolo.

Nicola Irto

Nel dicembre 2010 viene nominato membro del Coordinamento provinciale di Reggio Calabria del Partito Democratico, dopo aver già fatto parte della commissione nazionale di garanzia dei Giovani Democratici e della commissione regionale di garanzia del Pd calabrese.

Dal Consiglio comunale di Reggio Calabria al Consiglio regionale

Nel maggio 2011 viene eletto consigliere comunale di Reggio Calabria con 1246 preferenze. Tre anni più tardi diventa vicesegretario del Pd Calabria.

Nicola Irto

Il ricercatore sembra solo prestato alla politica, finché il 23 novembre 2014 viene eletto con 12014 preferenze consigliere regionale della Calabria nella lista del Partito Democratico con Mario Oliverio presidente. È un successo forse imprevisto anche nel cuore del vecchio Pd calabrese, ma nessuno in realtà si meraviglia più di tanto.
I giudizi su di lui all’interno del partito sono unanimi, qualità eccellente, sotto tutti i profili possibili e immaginabili. Insomma, una carta di tornasole che gli permetterà poco dopo di conquistare i vertici del partito.

Consigliere più votato e presidente del Consiglio regionale della Calabria

Il 9 febbraio 2015 viene eletto presidente della Commissione Permanente Assetto e utilizzazione del territorio e protezione dell’ambiente (Quarta Commissione) del Consiglio regionale della Calabria e, dal 28 luglio 2015 al 25 marzo 2020, diventa presidente del Consiglio regionale della Calabria.

Nicola Irto

Da questo momento la sua vita cambia radicalmente. Il 7 maggio 2017 entra a far parte della direzione nazionale del Partito Democratico e il 26 gennaio 2020 viene eletto consigliere regionale della Calabria nella lista Partito Democratico con 12.568 preferenze, risultando il consigliere in assoluto più votato alle elezioni regionali. Un record elettorale – spiegano a Reggio i suoi amici più cari e non solo di partito – legato al suo carattere eternamente gioviale e alla sua grande generosità d’animo.
Per il Pd calabrese, carico di problemi di assestamento e di riorganizzazione, Nicola Irto è l’Uovo di Colombo, oltre che un “successo assicurato”.

L’Uovo di Colombo del Pd calabrese

Diventa coordinatore del progetto nazionale “Capire” in seno alla Conferenza dei presidenti delle Assemblee legislative regionali e delle Province autonome e Coordinatore del Gruppo di lavoro “Better regulation & policy evaluation” della Calre. Ma è anche membro titolare del Comitato europeo delle Regioni con sede a Bruxelles per il quinquennio 2020-2025 dove fa parte delle commissioni Econ e Coter.

Nicola Irto presiede i lavori del Consiglio regionale della Calabria

Dal 26 marzo 2020 al 15 novembre 2021 è anche vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria e il 4 ottobre 2021 viene rieletto consigliere regionale della Calabria nella lista Partito Democratico e designato presidente del gruppo consiliare Pd.

Senatore e segretario regionale del Pd

La segretaria del Pd, Elly Schlein, e Nicola Irto, segretario del Pd Calabria

Dal 21 gennaio 2022 è anche segretario regionale del Partito Democratico della Calabria e il 25 settembre 2022 viene eletto al Senato della Repubblica dove, dal 25 ottobre 2022, è segretario d’aula del Gruppo parlamentare Pd-Idp e componente dell’Ufficio di Presidenza di Palazzo Madama.
Dal 9 novembre 2022 è membro della Commissione parlamentare “Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica” e dal 7 settembre 2023 è membro della “Commissione di vigilanza sulla Cassa Depositi e Prestiti”. Dal 7 settembre 2023 è membro della “Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e illeciti ambientali e agroalimentari” e della “Commissione parlamentare per le questioni regionali” e dal 15 maggio 2024 è vicepresidente della “Commissione di vigilanza sulla Cassa Depositi e Prestiti”.

Uno degli interventi di Nicola Irto al Senato

Insomma, una storia politica di assoluta eccellenza in una regione come la Calabria dove per anni la classe politica veniva non dai ranghi universitari o dai centri di ricerca, come è accaduto nel suo caso, ma solo dalle scuderie dei vari partiti politici. (giornalistitalia.it)

Pino Nano

Carlo Parisi, Nicola Irto, Lorenzo Del Boca e Pierluigi Roesler Franz

 

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