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Tre giornalisti della Rai nel mirino dell’Usb Rai

Piena solidarietà ad Incoronata Boccia, Giovan Battista Brunori e Antonino Monteleone

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Giovan Battista Brunori, Incoronata Boccia e Antonino Monteleone

ROMA – Tre giornalisti della Rai nel mirino dell’Usb Rai, il sindacato che si definisce “antagonista del nostro paese”. Il direttore dell’Ufficio Stampa Rai, Incoronata Boccia, il corrispondente da Gerusalemme, Giovan Battista Brunori, e il conduttore di Filorosso, Antonino Monteleone, sono stati, infatti, messi all’indice dall’Usb che, in un post pubblicato su Instagram, li ha utilizzati come richiami per una raccolta firme contro quella che viene definita “propaganda dell’occupazione”.
«Basta propaganda pagata dalle nostre tasse! Abbiamo diritto a un’informazione pubblica che non sia veicolo della propaganda dell’occupazione», si legge infatti nella petizione di Palestine Action Italia, alla quale ha aderito anche Usb Rai.
Immediata la presa di posizione del sindacato dei giornalisti Unirai Figec che, esprimendo solidarietà e vicinanza ai colleghi Incoronata Boccia, Giovan Battista Brunori e Antonino Monteleone, chiede alla Rai di «individuare, denunciare e perseguire in sede civile e penale i responsabili del post pubblicato dal sindacato Usb».
Unirai Figec ricorda che questo «è solo l’ultimo degli attacchi sferrati, ormai da mesi, sempre contro le stesse persone, oggetto di una campagna antisemita che rischia di avere snodi imprevedibili e pericolose conseguenze».
Unirai Figec esprime, quindi, «preoccupazione per la disinvolta e incosciente pubblicazione sui social del sindacato Usb di contenuti contro i colleghi Incoronata Boccia, Giovan Battista Brunori e Antonino Monteleone e chiede la rimozione da tutte le piattaforme, che facciano capo o ospitino il suddetto sindacato, dei post e/o dichiarazioni che istighino alla violenza e creino liste di proscrizione».
Oltre alla denuncia, Unirai Figec chiede alla Rai di «aprire un auditing interno per verificare la legittimità dell’operato del sindacato che propala idee antisemite a nome di presunti colleghi appartenenti all’organizzazione ed eventualmente di sanzionare i responsabili. Infine, per la tutela dei colleghi identificati con le proprie foto, Unirai Figec chiede alla Rai di adottare in tempi brevi adeguate e concrete misure di sicurezza».

Il Centro di Produzione Rai di Saxa Ruba (Foto Giornalisti Italia)

Dello stesso tenore la presa di posizione dei componenti di Fratelli d’Italia in Commissione di Vigilanza Rai: «Sconcerta e preoccupa l’iniziativa promossa dal sindacato Usb all’interno della Rai che ha lanciato una petizione contro una presunta propaganda sionista nell’Azienda con i volti dei giornalisti Brunori, Monteleone e Boccia. Si tratta di una vera e “messa all’indice”. Oltre ad esprimere solidarietà e vicinanza non possiamo non denunciare un clima da vera e propria caccia all’uomo che ricorda i momenti più bui degli Anni ’70, con vere e proprie liste di proscrizione. Peraltro, questa iniziativa segue l’oscena vignetta antisemita comparsa nella sede di Radio1 contro il corrispondente Giovan Battista Brunori».
Per Fratelli d’Italia «è tempo che la politica tutta si prenda la propria responsabilità. Non basta l’indignazione a fasi alterne. Chiediamo a tutte le forze politiche, specialmente a quelle di sinistra che spesso strizzano l’occhio a queste derive, di stigmatizzare senza ambiguità iniziative tanto pericolose. La libertà di stampa e la sicurezza personale dei giornalisti Rai, così come il fermo contrasto al terrorismo islamico e al nuovo antisemitismo travestito da antisionismo, non sono negoziabili».

Maurizio Gasparri

Il senatore Maurizio Gasparri, giornalista professionista e componente della Commissione di Vigilanza sulla Rai, giudica «assurdo e inaccettabile che il sindacato Usb abbia avviato sui social una raccolta firme, con tanto di fotografie e nomi, contro alcuni giornalisti della Rai. Esprimo quindi la mia piena solidarietà e vicinanza a Incoronata Boccia, Giovan Battista Brunori e Antonino Monteleone, che svolgono il loro lavoro con sacrificio, professionalità e serietà. Siamo di fronte a fatti che non possono e non devono essere sottovalutati».
«Iniziative di questo tipo – afferma Gasparri – rischiano di trasformarsi in vere e proprie liste di proscrizione. Mi auguro che gli autori di questo scempio vengano identificati e che vengano assunte tutte le adeguate misure, perché ormai l’obiettivo di tali sindacati non sembra più essere quello della tutela dei lavoratori e del confronto democratico. Intanto, sono certo che la Rai garantirà ai suoi giornalisti la massima tutela perché la solidarietà ai colleghi deve essere concreta e si deve tradurre in fatti».

La nuova sede della Rai in via Alessandro Severo 246 a Roma (Foto Giornalisti Italia)

«Su questi episodi – evidenzia Gasparri – occorre essere chiari: il dissenso è legittimo, la critica è legittima, ma l’intimidazione e la criminalizzazione delle persone, soprattutto di chi svolge una funzione essenziale per i cittadini, quella dell’informazione, no. Non si può accettare che il confronto democratico degeneri in campagne personali contro singoli giornalisti, esposti pubblicamente alla gogna per il solo fatto di svolgere il proprio lavoro in modo imparziale e veritiero».
Anche Maurizio Lupi e Mariastella Gelmini, componenti di Noi moderati in Commissione parlamentare di Vigilanza, ritengono «gravissima e preoccupante l’iniziativa promossa dall’Usb in Rai, che attraverso una petizione espone pubblicamente i giornalisti Brunori, Monteleone e Boccia, associandoli alla presunta propaganda sionista, rendendoli dei bersagli. Non è questo il modo di esercitare il dissenso in un’azienda del servizio pubblico, né altrove. Il clima che si è creato è ancora più inquietante alla luce del recente episodio della vignetta antisemita comparsa nella sede di Radiouno contro il corrispondente Giovan Battista Brunori».

Maurizio Lupi (Noi Moderati)

«La critica e il confronto – ammoniscono Lupi e Gelmini – sono legittimi, non lo è l’esposizione personale dei giornalisti né la costruzione di campagne contro di loro. Chiediamo alla Rai di tutelare con fermezza i propri professionisti e di adattare per questo al più presto tutte le misure necessarie in tutte le sedi opportune. La libertà di informazione e il pluralismo non possono essere messi in discussione e su questi principi non possono esserci ambiguità».
Piena solidarietà ai giornalisti Brunori, Monteleone e Boccia, «finiti nel mirino di una campagna che li espone pubblicamente come “propagandisti sionisti”», viene espressa dal presidente dell’Osservatorio Israele, Nicolae Eitan Galea, secondo il quale «indicare nomi e volti di giornalisti per delegittimarli e sottoporli alla pressione pubblica è un atto grave e inquietante, che rischia di trasformarsi in una vera e propria intimidazione».
«Dopo la vergognosa vignetta antisemita contro Brunori, non è più possibile – sottolinea Nicolae Eitan Galea – archiviare questi episodi come semplici manifestazioni di dissenso. Il nuovo antisemitismo passa anche da questo, colpire persone, professionisti e giornalisti attraverso l’etichetta di “sionista”. Chiediamo alla Rai, alle istituzioni e alla politica di non voltarsi dall’altra parte». (giornalistitalia.it)

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